Terremoto: in Italia rischio di downgrade

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Dal terremoto del Belice del 1968 l’Italia ha speso circa 150 miliardi di euro per le ricostruzioni post-terremoto, esclusi quelli del 2016. Solo negli ultimi 10 anni, per i vari eventi catastrofali (frane, alluvioni, sismi) sono stati sborsati 33 miliardi di fiscalità pubblica, spesso spesi male. Oltre a questo, c’è l’allarme lanciato dall’agenzia di rating Standard & Poor’s secondo cui, in caso di grande evento sismico (con periodo di ritorno di 250 anni) il rating sovrano dell’Italia (attualmente BBB-) possa subire un downgrading fino a quasi un grado (notch), con il rischio di tenuta finanziaria del Paese.

Un declassamento che potrebbe essere evitato con una maggiore penetrazione delle assicurazioni contro i danni catastrofali. Oltretutto, i soldi spesi per l’emergenza e la ricostruzione attraverso la fiscalità pubblica, potrebbero essere coperti dalle assicurazioni, con un risparmio economico e una migliore efficienza del sistema, liberando l’apparato pubblico che potrebbe dedicarsi interamente alle strategie di prevenzione.

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