Cybercrime: la soluzione è l’intelligenza artificiale

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Il cyberattacco globale portato dagli hacker con WannaCry ha messo a nudo le fragilità della rete Internet italiana. I computer infettati (oltre 200 mila in 150 Paesi del mondo) non sono solo quelli di piccole e medie aziende, ma anche di grandi società e istituzioni che ora corrono ai ripari investendo – spesso frettolosamente – in apparati e sistemi di sicurezza informatica.

I prodotti disponibili sul mercato sono i più disparati, ma per aumentare in modo significativo il livello di protezione delle reti occorre individuare soluzioni specifiche, adatte ai singoli sistemi informativi.

La soluzione più efficace e sicura è ricorrere a strumenti evoluti in grado di analizzare i sistemi informativi e individuarne i punti deboli in modo del tutto automatico, rapido e puntuale. Tra i punti salienti e più delicati nel processo di analisi consiste nel verificare le vulnerabilità del sistema per evitare di cadere nel tranello dei falsi positivi: non tutte le falle individuate dagli analisti, infatti, si rivelano in effetti tali. I sistemi di exploiting automatici, invece, aggirano questo rischio e offrono, al contempo, report tecnici ed esecutivi molto dettagliati che contemplano soluzioni oggettive. Tutto ciò grazie all’intelligenza artificiale: gli algoritmi di machine learning, sempre più avanzati e affidabili, non solo velocizzano le procedure di controllo, ma consentono anche di produrre modelli predittivi efficaci.

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